ETRU presenta Esculapio a Roma. L'omaggio a 360° del Museo Etrusco di Villa Giulia a tutto il personale sanitario – #iorestoacasa

da 08/03/20 a 03/04/20

Nei giorni scorsi dalla nostra pagina Facebook abbiamo condiviso la lunga lettura di un passo straordinario di Tito Livio relativo a un’epidemia e alle misure prese nella Roma del 365 a.C. per fronteggiarla: istrioni e ballerini provenienti dall’Etruria, la consultazione dei libri sibillini, l’antico rituale annuale della fissione del chiodo nel tempio di Giove Capitolino (per vederla clicca qui https://www.youtube.com/watch?v=457KUbabCmI).
Oggi abbiamo pensato di tormentarvi con altri due brani, uno tratto sempre da Livio e l’altro dalle #Metamorfosi di #Ovidio.
Si tratta del racconto degli eventi succedutisi tra il 293 e il 289 a.C. che, in seguito a un’altra terribile epidemia, portarono i Romani a rivolgersi agli Dei della Grecia e, in particolare, a #Esculapio per superare il flagello.
Circa 70 anni separano un evento dall’altro. Roma, sconfitti i Sanniti, era ormai diventata una potenza nell’Italia centrale e ben presto avrebbe accresciuto ulteriormente la sua forza scontrandosi prima con Pirro e poi contendendo ai Cartaginesi il dominio nel Mediterraneo.
I suoi orizzonti militari e politici erano dunque ormai destinati inevitabilmente ad allargarsi e, dunque, non è un caso che per trovare aiuto ci si rivolga alla Grecia e alle sue divinità laddove prima si erano chiamati in soccorso gli Etruschi e i loro antichi e sapienti rituali.
Il brano di Ovidio è particolarmente affascinante perché ci racconta dapprima di un abbaglio (l’erronea consultazione di Apollo a Delfi), della ritrosia dei maggiorenti greci nel dare aiuto all’ambasciata romana e concedere il supporto del Dio Asclepio (vi ricorda qualcosa?), della metamorfosi di un dio nel suo paredro animale, un imponente serpente, e di un viaggio lungo le coste della nostra Penisola (passando da #Crotone a #Caulonia, #Locri, #Messina, #Reggio, le #Lipari, #Temesa, #Paestum, #Sorrento, #Napoli, #Cuma, #Minturno, #Gaeta, #Anzio, #Lavinio, #Ostia), resa ancora più arcaica dalle ricercate parole del poeta augusteo.  
Ho tratto tuttavia spunto da questo brano e dalla statua di Igea che domina la prospettiva visuale di chi entra nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, per provare a fare un omaggio a tutti i medici e agli infermieri che si stanno spendendo per noi in queste settimane.
Un applauso virtuale che ho pensato di dedicare loro con delle riprese un po’ particolari, a 360°, pensate per fare idealmente uscire di casa chi vorrà guardare questo video. Pensate per distrarre raccontando qualcosa di utile e, spero, interessante.

Pensate per farvi scoprire da vicino uno dei capolavori dell’architettura italiana, il nostro meraviglioso #Ninfeo.

Per visualizzare il video clicca qui https://www.youtube.com/watch?v=7k4tmG2HkTY

#iorestoacasa #coronavirus #litaliachiamò

Source: Manifestazioni Comune di Roma